Quarta edizione dell’iniziativa del Gruppo Selex per le realtà sportive dilettantistiche: con i codici ricevuti nei punti vendita si ordinano attrezzature
Giornalista
23 settembre – 13:43 – MILANO
Quando Riccardo Maino parte a raccontare la storia dello sci, ha una capacità di conquistare le platee che neanche un frontman rock navigato: “A 4 anni papà mi ha portato a sciare. Io pensavo: “Ma questo è matto”. A un certo punto ci troviamo di fronte a una pista nera: panico. Però riesco a farla e una volta giù gli dico: “Ok, papà, adesso dammi una benda che la faccio a occhi chiusi””. Capito il tipo? Ricky Maino, 27 anni da Busto Arsizio, ginnasta tre volte campione del mondo e atleta con la sindrome di down, è questa roba qui. Uno che non usa giri di parole quando dice che “i limiti sono fatti per essere superati”. Un po’ come Gianmarco Tamberi, per tutti Gimbo. Prendete l’Ultimate Championship di Budapest: prima ha saltato 2,37, poi ha provato – e sfiorato – i 2,41. “Capita che in allenamento ci siano bambini a guardarmi. Ritrovo in loro l’energia




