
Uno studio americano ha scoperto che i farmaci GLP-1 in forma orale attivano l’amigdala centrale
Daniele Particelli
23 settembre – 10:11 – MILANO
Da qualche anno a questa parte il mercato dei farmaci anti-obesità sta vivendo una vera e propria rivoluzione, con molecole come semaglutide e tirzepatide riuscite a trasformare radicalmente l’approccio terapeutico all’obesità. Farmaci come Ozempic, Rybelsus e Mounjaro, agonisti del recettore GLP-1, sono entrati nella vita di milioni di persone con effetti spesso paragonabili a quelli della chirurgia bariatrica. Il settore è in continua evoluzione e l’ultima frontiera sembra essere quella delle pillole, più comode e accessibili rispetto alle iniezioni sottocutanee.
Come funzionano le pillole per dimagrire?—
Lo scorso aprile la Food and Drug Administration statunitense ha approvato in tempi record l’orforglipron, il primo agonista del recettore GLP-1 in forma orale, presentato come un farmaco che può essere assunto in qualsiasi momento della giornata senza restrizioni di cibo o acqua. Come funzionano queste pillole e cosa fanno al nostro cervello? La risposta è arrivata in queste ore da uno studio finanziato dai National Institutes of Health americani, riuscito a identificare un meccanismo d’azione inaspettato e




