
di Denis Barea
Le condanne nel processo di Roma. Risarcimenti, accordo con gran parte dei risparmiatori: chiedevano 150 milioni. Restano 900 parti civili
Una condanna a 1 anno alla manager e un’altra, molto pesante anche se «soltanto» di natura pecuniaria, alla società di revisione. Si è chiuso così il 22 settembre a Roma il processo ad Alessandra Mingozzi, ex top manager e socia di Pwc – la società che attraverso la sua divisione italiana si occupava della revisione dei conti di Veneto Banca -, in cui la stessa Pwc era stata chiamata a rispondere sulla base della Legge 231 che disciplina la responsabilità amministrativa (ma di natura penale) degli enti e delle società, per il crac dell’ex popolare di Montebelluna e il relativo dissesto finanziario.
Accordo sui risarcimenti: i risparmiatori chiedevano 150 milioni
La Corte ha emesso la sentenza con la sospensione condizionale della pena per la dirigente, che era accusata di ostacolo alla vigilanza, mentre è stato dichiarato prescritto quello relativo alla falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale. Per la Pwc è invece arrivata una sanzione di ben 750 mila euro. Il tribunale capitolino ha insomma riconosciuto una responsabilità solidale tra Mingozzi




