
di Simone Canettieri
«Era nelle sue circolari sulla scuola da ministro. Non leggo le sue parole come contestazione»
Il caso del giorno si sviluppa in due fasi. Si inizia con la premessa di Giorgia Meloni ospite del salotto di Porta a Porta: «Ho letto questa interpretazione prevalente, per la quale le parole di ieri (lunedì, ndr) del presidente della Repubblica erano delle parole per contestare l’iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così. Il presidente della Repubblica, per l’appunto, dice: la scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti. Creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi nel ghetto».
Il riferimento è al monito di Sergio Mattarella, pronunciato il giorno prima ad Amatrice, sul tetto agli stranieri nelle classi dopo la proposta del governo che andrà in Consiglio dei ministri domani. Poi la presidente del Consiglio va al punto. Tira in ballo la precedente vita politica e istituzionale di Mattarella. E dice: «Il presidente della Repubblica quando era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura




