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Auto aziendali: in Italia un trattamento fiscale penalizzante rispetto all’Europa

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Del resto, la proposta avrebbe dei sicuri benefici, quantomeno nella configurazione proposta dalle associazioni di rappresentanza del settore. “Ad oggi noi abbiamo stimato che potrebbe portare all’immatricolazione di 400.000 veicoli”, ha ricordato Folonari, che, al contrario, non ha mancato di stigmatizzare il provvedimento in fase di definizione a livello europeo proprio sulle flotte aziendali.

A imporre si rischiano degli effetti contrari. In Italia avevamo un parco auto che nel 2010 aveva un’età media di otto anni, inferiore alla media europea, mentre a furia di imposizioni siamo arrivati a 13 anni”, ha affermato il presidente dell’Aniasa, sottolineando, invece, la necessità di non “imporre le stesse quote per tutti i paesi europei. È indubbio che abbiamo delle caratteristiche socioeconomiche, geografiche differenti. Gli obiettivi devono essere modificati a seconda dei paesi”. “Non puoi costringere a comprare auto che poi non vengono noleggiate. Ci piacerebbe, invece, arrivare agli obiettivi non con obblighi ma con scenari”, ha concluso.