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Alle origini di Diouf: “Un mini Forrest Gump, finiva le partite in lacrime per la fatica”

Sebastien Pendola, ex allenatore del francese al Garenne-Colombes, ha raccontato i suoi inizi: “Sradicava la palla dai piedi degli avversari e poi andava a segnare. In campo me lo ritrovavo ovunque”

Francesco Pietrella

Giornalista

22 settembre – 17:29 – MILANO

Il remake di Forrest Gump è stato girato a Nanterre, sobborgo di Parigi, a un’ora di macchina dalla Torre Eiffel. Al posto della Monument Valley, lì dove Tom Hanks girò i tacchi e tornò a casa, c’è stato un parchetto con vista su “La Défense”, la Wall Street parigina di grattacieli e stradoni. Andy Diouf si divertiva a corricchiare con gli amici di una vita di fronte al lago. Gli prometteva che da lì a qualche anno avrebbe giocato da professionista. Nel frattempo, sfrecciava a cento all’ora nel Garenne-Colombes, dove uno dei suoi primi allenatori lo spronava a non fermarsi: “Gli dicevo di correre. Sempre, fino all’ultimo. Già a nove anni aveva questa capacità innata di andare oltre la fatica”. Parola di Sebastien Pendola, direttore tecnico del Garenne-Colombes, dove Andy ha giocato dal 2009 al 2012. 

Il primo ricordo di Diouf? 

“Aveva nove anni. Calciava al

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