
L’avvicendamento al vertice della Casa di Göteborg non deve sorprendere più di tanto, anche se arriva a pochi giorni dalla presentazione del nuovo piano industriale, che conferma la svolta delle flessibilità produttiva e commerciale, con l’addio all’obiettivo del “tutto elettrico” e una maggior apertura alla tecnologia plug-in hybrid.
Volvo punta ora a raggiungere nel lungo termine un margine operativo superiore all’8% e solidi flussi di cassa grazie ai maggiori risparmi garantiti dalle sinergie con la controllante Geely, in particolare nel campo degli approvvigionamenti, alla crescente condivisione di piattaforme e componenti in termini di prodotto, a una riduzione dei costi e degli investimenti e a una nuova offensiva di prodotto: è previsto il lancio di 13 novità elettrificate, di cui sette destinate ai mercati occidentali e basate sui pianali SPA2 e SPA3.
Samuelsson, già al vertice dal 2012 al 2022, è tornato a guidare Volvo nel 2025, dopo la parentesi non certo memorabile di Jim Rowan. A lui è stato affidato il compito non solo di sviluppare una nuova strategia aziendale, ma anche di approntare un processo di successione, che avrebbe dovuto concludersi entro la fine di quest’anno. Evidentemente, azionisti e consiglio di amministrazione hanno deciso di accelerare i tempi, affidandosi a




