di Alessia Cruciani
Corrono, sollevano pesi e possono lavorare per più turni. Ma quanto costa davvero «assumere» un robot? Dal prezzo alla manutenzione, il confronto con il lavoro umano, il vantaggio della Cina e la partita dell’Italia, che può essere protagonista
Il responsabile del personale deve assumere un nuovo dipendente. I candidati sono due. Il primo è un operaio: può cambiare mansione, impara rapidamente un gesto nuovo. Ma lavora otto ore, va in ferie, può ammalarsi o infortunarsi. Il secondo è un robot umanoide. Non chiede ferie, affronta lavori pesanti o pericolosi, continua per più turni. Ma deve essere acquistato, programmato, integrato. E se qualcosa esce dalla routine, può aver bisogno dell’intervento di un essere umano. Chi dei due costa meno?
È questa la gara che conta davvero per i robot umanoidi. Più di quelle che nelle ultime settimane li hanno trasformati in protagonisti dello spettacolo tecnologico. Ai recenti World Humanoid Robot Games di Pechino hanno corso, anche più veloci di Usain Bolt, combattuto, giocato a calcio. In quei giorni Unitree, l’azienda cinese famosa per robot e quadrupedi capaci di acrobazie, ha debuttato in Borsa con un balzo del 460%, raggiungendo 50 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ma




