
di Marco Cremonesi
L’economista indiana: «Dicono che non si può fare perché chi ha tanti soldi andrà via? Sappiamo che qualcuno se ne va, ma sono pochi»
À gauche! À gauche! Mai così a sinistra, mai così nitidi su parole d’ordine che da tempo nel mainstream risuonano poco. La due giorni milanese di Nova, l’evento con cui i 5 Stelle prendono le grandi decisioni, due anni fa aveva sancito l’approdo nel campo progressista. Ora, quella scelta, si radicalizza.
Gli ospiti sono di livello internazionale e il salone del World Join Center li applaude fragorosi: offrono gli spunti e in qualche caso le basi scientifiche di quello che i militanti a cinque stelle sentono e si sentono dire dalla loro classe politica. E il programma che oggi verrà approvato è basato proprio sulle idee diffuse a livello internazionale proprio dai relatori. Non è detto però che la nitidezza e l’antipolitichese ascoltato ieri sarà lo stesso quando il campo largo dovrà trovare il punto di caduta, oggi ancora lontano, sulle guerre in corso. Anche se ieri Giuseppe Conte è stato chiaro: «No alle armi e al riarmo».
Da queste parti nessuno fa gli scongiuri a sentire la




