
di Marco Galluzzo
I dettagli del piano di Roma. Ieri la scorta a un mercantile italiano davanti alle coste yemenite
DAL NOSTRO INVIATO
OSLO – L’Italia è pronta a dispiegare sino a quattro unità navali militari nello stretto del Mar Rosso che i ribelli yemeniti potrebbero chiudere. Quattro fregate, o navi simili, sono il minimo necessario a giudizio del governo per rendere sicuri quei 20 chilometri di imbuto sul Mar Rosso che gli Houthi minacciano di controllare e sbarrare.
La lettera inviata all’Alto commissario per la Politica estera della Ue, Kaja Kallas, dal ministro della Difesa Guido Crosetto sottolinea «l’urgenza di prendere decisioni efficaci e tempestive» per scongiurare il rischio di una compromissione della rotta e allo stesso tempo mette nero su bianco che l’Italia, in assenza di altri partecipanti di peso alla rinnovata missione Aspides è pronta a partire da sola, mettendo proprie unità, e garantendo la rotta anche per altri Paesi europei, a condizione che parte delle spese vengano condivise dagli altri membri della Ue.
Come anticipato dal Corriere, dunque, per l’Italia la questione è non solo urgente, ma ha superato ogni perimetro di analisi, viene considerata già operativa dal nostro governo, tanto che




