
di Gabriele Guccione
Una fabbrica singaporiana accanto all’insediamento Amazon per le nuove filiere legate a data center e Intelligenza artificiale. Alessandro Canelli: «La nostra fortuna? Tanta acqua e l’equidistanza da Torino e Milano»
È un sogno: diventare la Silicon Valley italiana. «Novara sarà la nuova capitale europea dell’innovazione», annuncia, solennemente, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Gorgonzola, pentolame, alta moda, rubinetterie e chimica restano produzioni importanti, e in molti casi d’eccellenza. Ma sotto il cupolone di San Gaudenzio sembrano non bastare più. «Cambieremo completamente il paradigma di sviluppo della città e del territorio», promette il sindaco, il leghista Alessandro Canelli, che soltanto per scaramanzia continua a usare il condizionale, quando parla del progetto di Silicon Box: la fabbrica singaporiana di ultima generazione che sorgerà accanto all’attuale insediamento di Amazon, ad Agognate, all’uscita di Novara Ovest dell’autostrada.
L’indotto dell’Ai
Dove ora c’è un «campo di patate» (come lo definisce il sindaco) sorgerà uno stabilimento dedicato alla integrazione dei chiplet (porzioni di circuiti, ndr), al packaging avanzato e al testing dei semiconduttori, tutte cose che servono all’industria più avanzata, ai data center e all’intelligenza artificiale. «Pensate — rivela sfregandosi le mani il primo cittadino — che sono già arrivate in




