
di Vittorio Savio
La lista «Uniti» propone di tutelare il gruppo italiano. Subito a favore Lega e Forza Italia, mentre i meloniani non votano: provvedimento bocciato
«Clamoroso al Cibali», verrebbe da dire usando una celebre frase di stampo calcistico. L’altra sera si è, infatti, consumato un clamoroso terremoto politico all’interno dell’aula del Consiglio comunale di Laives (Bolzano). Al centro della bufera c’è l’ordine del giorno presentato con determinazione dalla lista civica «Uniti per Laives», nato con l’obiettivo dichiarato di tutelare la rappresentanza del gruppo linguistico italiano all’interno del collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina. Una votazione che ha finito per ridisegnare gli equilibri locali, isolando la Südtiroler Volkspartei e costringendo i rappresentanti di Fratelli d’Italia a un contorsionismo d’aula dai contorni quasi paradossali. I numeri finali raccontano chiaramente la cronaca di uno stallo perfetto: 8 voti contrari compatti espressi dalla Stella Alpina (inclusi quelli del sindaco Giovanni Seppi e degli assessori) a strenua difesa dello status quo, contrapposti agli 8 voti convintamente favorevoli del blocco a difesa dell’italianità. Quest’ultimo era composto dai 5 firmatari di Uniti per Laives, dai due consiglieri della Lega e dall’esponente di Forza Italia, tutti rigorosamente coerenti con la linea politica nazionale su questo tema.




