La chemioterapia può salvare la vita, perché limita la proliferazione delle cellule tumorali. Ma gli stessi farmaci che bloccano la progressione dei tumori, agendo sulla capacità delle cellule di moltiplicarsi, possono danneggiare anche alcune cellule sane che hanno la capacità di crescere molto rapidamente. L’organismo umano ha la capacità di rigenerare cellule e tessuti e per questo, quando le terapie oncologiche sono terminate, molti degli effetti collaterali della chemioterapia rientrano. Tuttavia, la chemio affrontata in età pediatrica può lasciare segni duraturi sui tessuti sani.
Uno studio pubblicato su Science è riuscito ora a individuare la firma specifica lasciata da due tipi di chemioterapia sulle cellule di fegato sane di bambini che si erano sottoposti ai trattamenti per guarire da tumori pediatrici. I risultati dello studio sono importanti per spiegare alcuni problemi di salute in adulti che, durante l’infanzia, hanno affrontato cure oncologiche.
Un organo invecchiato prima del tempo
Un gruppo di scienziati guidati da Anna Wenger, ricercatrice del Wellcome Sanger Institute, nel Regno Unito, ha studiato gli effetti sul DNA della chemioterapia a base di farmaci composti da sali di platino (cisplatino e carboplatino) sul fegato di piccoli pazienti trattati per epatoblastoma, il tumore




