“L’acqua è vita” non è solo un modo di dire: senza acqua liquida, sulla Terra non esisterebbe nessuna delle forme di vita che conosciamo. Ma il suo ruolo non si ferma alla biologia. L’acqua è anche il lubrificante invisibile che permette al mantello terrestre — lo spesso strato di roccia semi-solida compreso tra la crosta e il nucleo — di muoversi, sia pur lentissimamente. Idratando le rocce profonde, l’acqua le rende più “scorrevoli”, permettendo agli strati di scivolare l’uno sull’altro.
Questo movimento alimenta il ciclo tettonico, il meccanismo che nel corso di centinaia di milioni di anni contribuisce a regolare il movimento delle zolle terrestri, a riciclare rocce e gas attraverso il mantello e, non ultimo, il clima del pianeta. «L’acqua liquida è l’ingrediente chiave dell’abitabilità della Terra», scrive il geoscienziato Alfred Wilson, dell’Università di Leeds, in un commento pubblicato su Nature Geoscience che accompagna un nuovo studio dedicato proprio alle riserve d’acqua nascoste nelle profondità del pianeta.
Da dove viene e dov’è finita l’acqua?
Se da un lato già si sapeva della presenza di acqua nelle profondità della Terra dall’altro rimanevano aperte due domande… “Da dove arriva l’acqua imprigionata nel mantello?” Gli scienziati hanno due ipotesi principali.




