di Redazione Economia
Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica, dagli ausili per la disabilità alle prime visite specialistiche. Una revisione che, in media, vale un aumento del 5,8%
Dal 21 settembre entreranno in vigore le nuove tariffe nazionali per le prestazioni erogate dalle strutture accreditate del Servizio sanitario nazionale. Il decreto approvato in Conferenza Stato-Regioni a fine luglio sostituisce infatti quello del novembre 2024, annullato dal Tar del Lazio dopo i ricorsi delle strutture private che giudicavano le tariffe troppo basse per coprire i costi reali.
Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica, dagli ausili per la disabilità alle prime visite specialistiche. Una revisione che, in media, vale un aumento del 5,8%. Ma otto prestazioni su dieci non cambiano prezzo, e per molte delle altre l’impatto allo sportello è nell’ordine di un euro. La revisione incide soprattutto sulle prime visite e su alcune procedure diagnostiche, quelle che nel 2024 erano state al centro delle contestazioni dei privati.
Le risorse
Tariffa e ticket però non coincidono. Il decreto aggiorna gli importi che il SSN riconosce alle strutture, ma il cittadino non esente continua a pagare entro




