di Alessandro Sala
Lo stabilimento Purina di Portogruaro si trasforma per diventare sempre più il centro di referenza della multinazionale del pet food in Europa
DAL NOSTRO INVIATO
PORTOGRUARO (Venezia) – Quarant’anni fa, nel 1986, quando la produzione venne avviata, lo stabilimento Purina di Portogruaro era specializzato in mangimistica per animali da reddito. Collocato nel cuore della campagna veneta, a poca distanza dal confine con il Friuli Venezia Giulia, era in una posizione ideale rispetto ad un contesto ancora in gran parte agricolo. Ma già tre anni più tardi prendeva il via la produzione di alimenti per cani e gatti che sarebbe presto diventata il core business della fabbrica e ne avrebbe segnato la storia. Oggi l’impianto è di fatto la punta di diamante della multinazionale svizzera, parte del gruppo Nestlé, che lo ha scelto come centro di referenza per l’innovazione, lo studio e la ricerca.
Nello stabilimento, specializzato nel cibo secco, lavorano circa 250 persone e con le sue quattro linee di estrusione, di cui una dedicata in particolare ai prodotti dietetici e vet, e dieci di confezionamento, distribuisce circa 130 mila tonnellate di crocchette all’anno, ripartite in 120 diverse formulazioni. Che raggiungono non solo il mercato italiano,




