
Jabloko, l’unico partito pacifista russo, escluso dalla competizione a un mese dalle urne, ritiene giusto recarsi ai seggi e invalidare la scheda, per mandare un segnale alle autorità
Andate avanti così, fatevi del male.
Eccoci a raccontare l’altra faccia della medaglia russa, ovvero la Babele delle opposizioni, che anche questa volta non perdono occasione per presentarsi divise alla meta. Come far sentire la voce della protesta alle elezioni per la Duma che sono cominciate oggi e dureranno fino a domenica? Quelli di Jabloko, l’unico partito pacifista russo, escluso dalla competizione a un mese dalle urne, ritengono giusto recarsi ai seggi e invalidare la scheda, per mandare un segnale alle autorità. Essendo gli unici rimasti in patria, con tutte le conseguenze annesse, arresti e processi e condanne, avrebbero anche un diritto di prelazione.
Ma figuriamoci. Gli esponenti dell’opposizione russa all’estero e i loro ego propongono soluzioni alternative. Se Andrej Buzin, ex presidente dell’associazione Golos (voto o voce in russo) che monitorava tutte le elezioni precedenti e ora è stata messa al bando, sposa l’invito di Jabloko, invece Yulia Navalnaya, moglie del compianto Alexej Navalny, unisce per la prima volta le forze con il suo «nemico» Maksim Katz e invita al voto utile contro




