
di Stefano Montefiori
Mobilitazioni, blocchi e roghi: i pescatori contro l’aumento del prezzo dei carburanti
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – La protesta dei pescatori francesi per il rincaro del carburante si fa sempre più intensa, con il blocco di alcuni porti sul Mediterraneo: Sète, Fos-sur-Mer e da poche ore anche Nizza. L’attracco di un traghetto di Corsica Ferries con 600 persone a bordo è ritardato, e le forze dell’ordine cercano di assicurarsi che le condizioni di sicurezza siano ristabilite. Circa 200 pescatori bloccano poi le entrate e le uscite dalla raffineria di Frontignan, dove sono stati accesi roghi subito domati dai vigili del fuoco.
Lo spettro dei gilet gialli
«La nostra azione è simbolica», ha detto Ange Natoli, rappresentante dei pescatori, in partenza per Parigi per incontrare la ministra del Mare e della pesca, Catherine Chabaud. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto di prorogare fino al 31 dicembre gli aiuti mirati sui carburanti. Per i pescatori l’aiuto sarà aumentato da 25 a 35 centesimi al litro, ovvero «il livello massimo consentito dalla Commissione europea per consentire alle imbarcazioni di continuare a prendere il largo», spiegano fonti vicine al premier. Ma la mobilitazione dei pescatori fa temere che il




