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Trump attacca la Fed dopo il rialzo dei tassi: «Il costo del denaro? Dovrebbe essere all’1%»

di Viviana Mazza, inviata a Washington

Trump si scaglia contro la decisione del presidente da lui scelto Warsh. E minaccia lo stop agli scambi con i Paesi in surplus con gli Stati Uniti

«Non ho nulla da dirvi», ha dichiarato ai giornalisti Kevin M. Warsh, in merito alle richieste del presidente Trump, che vorrebbe tagli ai tassi di interesse anziché un rialzo come quello dello 0,25% deciso ieri all’unanimità e per la prima volta in tre anni dal Comitato federale per il mercato aperto (FOMC), responsabile della politica monetaria. 

La richiesta di Trump

Questa mossa potrebbe rafforzare la credibilità del presidente della Fed nella lotta all’inflazione, ma ora lo mette nel mirino di Trump, che da tempo chiede una riduzione dei tassi e ha criticato aspramente Jerome Powell, il predecessore sostituito a maggio con Warsh, per non averla realizzata. Ieri sera il presidente ha scritto su Truth: «I tassi di interesse negli Stati Uniti dovrebbero essere dell’1% o meno, perché abbiamo DI GRAN LUNGA il miglior credito del mondo. Nel nostro Paese c’è un BOOM di investimenti! Se smettessimo di commerciare con ogni Paese con cui abbiamo un deficit (della bilancia commerciale ndr), cioé la maggior parte,

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