
di Simone Canettieri ed Enrico Marro
Le parole di Giorgetti. Il no a meccanismi legati all’Isee: la scelta di un sistema «semplice» mirato alle fasce deboli e spendibile in termini di consenso
Palazzo Chigi aveva deciso da tempo di farla finita col taglio delle accise: troppo costoso e poco visibile. E soprattutto poco spendibile dal punto di vista del consenso.
Prenderemo misure mirate sulle fasce deboli, aveva annunciato la stessa premier nei giorni scorsi. Sul tavolo del governo si erano allora moltiplicate le proposte, alimentando subito uno scontro nella maggioranza sulle categorie da proteggere in via prioritaria (i dipendenti fino a un certo reddito, ma allora anche gli autonomi, diceva la Lega) e su dove trovare i soldi. Non è un problema, diceva sempre Salvini, basta tassare gli extraprofitti. Misura «sovietica» ribatteva Tajani per Forza Italia. Uno scontro che Meloni ha disinnescato ricorrendo alla soluzione più «semplice», come ha spiegato la stessa premier dopo il Consiglio dei ministri: l’abolizione di una delle tasse più odiate, il bollo auto.
Non è un caso che Meloni abbia richiamato la battaglia di Silvio Berlusconi per cancellare le imposte sulla prima casa, pur negando che si tratti di una




