
Numerosi gli ospiti, forte la partecipazione di produttori e sommelier Fambri: «Dietro le bottiglie, un mondo». Rossini: «Presenze in aumento»
Un lustro. Bella storia. Che non sa di traguardo, ma di sfida futura. Dal 25 al 27 settembre (con un’anteprima il 20 al Doss del Sabion) andrà in scena la quinta edizione di Trentodoc Festival, l’evento dedicato alle bollicine di montagna e declinato, tra Trento e la sua provincia, attraverso Wine Talks, Sparkling Stories e Cook Tales, ovvero lo spumante trentino raccontato e interpretato dagli ospiti, intervistati dalle firme del Corriere della Sera, una delle quattro anime del festival, insieme alla Provincia autonoma di Trento, all’Istituto Trentodoc e a Trentino Marketing. «Cinque anni alle spalle e una sfida futura: far capire che dietro ogni bottiglia non c’è soltanto un metodo produttivo, ma un territorio», dice Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trentodoc, del quale fanno parte 74 case spumantistiche, fedeli al disciplinare del Trento Doc. «Nel 2025 abbiamo registrato circa 11 mila presenze, in netto aumento rispetto alle 4 mila della prima edizione, mentre gli appuntamenti Trentodoc in Cantina sono arrivati a 133, dai 37 del 2022», ricorda Maurizio Rossini, direttore di Trentino Marketing, l’altra anima del festival che inizia venerdì 25,




