
di Guido Olimpio
Gli avamposti sulle isole e l’aiuto dei pasdaran – ce ne sarebbero circa 400 in Yemen – rafforzano la milizia. Che ha una forte determinazione, e niente da perdere
L’arsenale degli Houthi è robusto ma le armi migliori sono altre. La forza degli alleati di Teheran, infatti, è basata su tre pilastri: la determinazione, la posizione geografica, non avere nulla da perdere contro avversari che invece rischiano tanto. I miliziani combattono da una vita, come gran parte dello Yemen sconvolto da una guerra civile quasi perenne. E questo li ha temprati.
Rispetto ai loro nemici, però, sono compatti, diretti in modo duro, ispirati da ideologia e religione. Non sono delle marionette nelle mani dei mullah, anche se ne assecondano le iniziative quando lo ritengono opportuno. Vogliono mantenere flessibilità, conservare autonomia, giocare una loro partita a prescindere da quanto avviene nel Golfo.
Ma, ovviamente, sfruttano il momento, con la doppia morsa su Hormuz e Bab el Mandeb. Il territorio sotto il loro controllo – ora ampliatosi ulteriormente – gli ha garantito due elementi importanti. Uno a fini difensivi: montagne, grotte, canyon costituiscono nascondigli naturali. Infatti, sono riusciti a resistere a centinaia di raid




