di Giuliana Ferraino
Il presidente Usa: le regole ci porterebbero alla sconfitta. Vance: un po’ strano che tante società dell’AI vadano dal governo pregandolo di regolamentarle. Mattarella a Papa Leone: rischi per la centralità dell’uomo
Finora la paura dell’AI era soprattutto quella di perdere il lavoro, delegare una parte delle nostre capacità cognitive alle macchine, riempire le città di data center affamati di energia e acqua. Ora sono quelli che costruiscono i modelli più potenti a evocare rischi ben più gravi. Dario Amodei, cofondatore e ceo di Anthropic, teme che entro 6-12 mesi uno sciame di agenti AI possa impadronirsi di Internet, causando centinaia di miliardi di dollari di danni. Sam Altman ed Elon Musk gli hanno dato ragione. E Wall Street ieri ha cominciato a fare i conti con l’ipotesi che la corsa possa davvero rallentare: Nvidia è arrivata a perdere il 3,6%, Amd il 5,6% e Micron il 6%, con l’indice dei semiconduttori Sox in ribasso del 5,1%. A Tokyo SoftBank, grande investitore di OpenAI, è crollata del 10,7%.
Donald Trump ha risposto attaccando Amodei. «L’unico controllo o guardrail di cui l’AI ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato),




