Mentre il panico sull’intelligenza artificiale dilaga in Occidente, a Pechino Xi Jinping impone l’insegnamento dell’AI nelle scuole elementari. La Repubblica Popolare non ha ancora raggiunto le punte avanzate di OpenAI e Anthropic, ma vuole arrivarci. Intanto le sue aziende anche medio-piccole sono molto più progredite delle nostre nell’applicare per usi quotidiani l’AI. E Pechino ha lanciato i suoi modelli gratuiti per imporli come standard mondiali.
Sui pericoli dell’AI un dibattito cinese esiste — ma è molto diverso da quello occidentale, e il modo in cui i media cinesi raccontano «il nostro panico» è illuminante.
Il dibattito cinese sul rischio esistenziale non è marginale
La Cina ha una comunità di scienziati e tecnocrati di governo che discute apertamente di rischio esistenziale dell’AI. Xi Jinping stesso, in un discorso di luglio ha richiamato la necessità di mantenere l’AI sotto controllo umano, riprendendo un tema già emerso nel 2024 quando il rapporto del terzo plenum del Partito aveva per la prima volta inserito la sicurezza dell’AI tra i rischi da monitorare.
A livello accademico e istituzionale, le voci più autorevoli sono: Andrew Yao, unico premio Turing cinese, che ha co-firmato dichiarazioni internazionali sulla sicurezza dell’AI; Xue Lan, consulente del Consiglio di Stato




