di Alessia Cruciani
Alessandro Di Vincenzo vuole portare in Europa il modello americano dell’entertainment sportivo, puntando su merchandising, hospitality e travel: «Al tifoso bisogna offrire un’esperienza memorabile»
Quella pallina gialla gigante che i tifosi di tennis agitano sperando nell’autografo di Sinner o Alcaraz è affare suo. Alessandro Di Vincenzo, 40 anni, l’ha inventata con Dunlop trasformandola in uno degli oggetti simbolo del tennis: oltre 20 mila pezzi acquistati a ogni Masters 1000, a 20-30 euro l’uno. «La vendiamo con il pennarello: è impossibile che 20 mila palline vengano autografate, ma la speranza fa comprare anche quello».
È solo uno dei business di Winner, il gruppo che Di Vincenzo ha fondato e di cui è unico proprietario, presente dal tennis alla pallavolo, dalla F1 a sci e vela. Gestisce il merchandising di 16 tornei Atp nell’area Emea, comprese le Finals, e si prepara alla grande scommessa dell’America’s Cup 2027 a Napoli. Ha uffici da Portland a Gedda e Hong Kong, ma il cuore è rimasto a Guidonia. E non potrebbe essere altrimenti.
Perché è lì che inizia la storia di Di Vincenzo. A 13 anni faceva il cameriere per comprarsi le scarpe che avevano i suoi coetanei. E




