
di Stefano Montefiori
Marine vola nei sondaggi, il delfino Bardella in silenzio
DAL NOSTRO INVIATO
HÉNIN-BEAUMONT – «Prima i francesi», grida Marine Le Pen dal palco di Hénin-Beaumont, la cittadina mineraria del Nord della Francia che da oltre dieci anni è la sua roccaforte. Priorità ai francesi per gli alloggi, gli aiuti dello Stato, l’assistenza medica: «Sono il frutto dei sacrifici dei nostri padri, nonni e bisnonni, è normale che i francesi ne abbiano più diritto degli altri», dice tra gli applausi e i tricolori che sventolano. La preferenza nazionale è al centro del primo comizio dopo l’estate, inizio di una campagna presidenziale che lei già definisce «una formidabile avventura umana».
Dopo mesi di tentennamenti politici e il rischio di annacquare il messaggio a furia di rassicurare i moderati, si torna ai fondamentali: «I francesi, a casa loro, hanno più diritti degli altri». E il bilancio di dieci anni di macronismo, «più che un’analisi, è un’autopsia». Annullata per poche gocce di pioggia la tradizionale visita al mercatino dell’usato e il conseguente bagno di folla, i simpatizzanti si aspettavano comunque dall’amata «Marine» un chiarimento sui rapporti con il delfino Jordan Bardella, per lunghi mesi convinto di correre per l’Eliseo al




