di Walter Riolfi
I guai degli Stati Uniti, sempre più indebitati, portano alla ribalta le analisi sul Vecchio Continente. C’è chi lo indica come rifugio per evitare i titoli tech
Il rendimento del titolo di stato decennale americano, al 4,81%, non si vedeva dal fugace picco del gennaio 2025 o meglio dall’ottobre 2023, nel panico di una Fed che aveva alzato i tassi da zero al 5,5% in 16 mesi. Oggi quel tasso è al 3,63%, 120 punti più basso di quanto rende il Treasury, ma alla Casa Bianca pare spropositamente alto. Kevin Warsh, presidente della Fed, «farà proprio quel che deve fare», ha dichiarato Trump con una frase che riecheggia un celebre motto di John Wayne. Fare cosa? Ce lo spiega meglio il ministro del Tesoro Scott Bessent: «Non voglio far congetture su ciò che la Fed farà o non farà», ha dichiarato. Precisando, però, che una banca centrale non alza i tassi in presenza di uno choc da offerta e con un’inflazione «molto, molto contenuta».
L’avviso
Warsh è avvisato e Trump l’aveva scelto proprio per fare quel che Powell non voleva fare. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari si sta rivelando un grosso




