
di Lorenzo Padoan
La protesta di una 50 di associazioni: «La vittoria delle destre frutto di tanta propaganda sulla pelle dei più deboli»
Quando verso le 18 la contromanifestazione è agli sgoccioli, sono i manifestanti a interrogare i giornalisti: «Eravamo più noi o più loro?» La risposta li soddisfa: «Eravate circa tre volte più numerosi». Eppure, alle 16, all’orario della convocazione, davanti al minigolf di Termeno è presente solo una manciata di persone. Il motivo, si scoprirà più tardi, è la scarsa chiarezza delle indicazioni sul luogo del ritrovo. A impressionare, invece, è l’ingente schieramento di mezzi predisposto dalle forze dell’ordine, che nel corso del pomeriggio si distribuirà tra i due luoghi cardine degli eventi.
«Reagisci, no all’odio!»
Arriva il primo cartello. Curiosamente la scritta è in tedesco e in inglese: «Reagisci, no all’odio!» Passa qualche minuto e la strada del vino si riempie fino a sfondare le 200 persone. Tanti sono giovani, nessuno vuole scontri. A partire dall’organizzatrice, Federica Franchi di Bozen Solidale: «i nostri valori sono proprio quelli dell’inclusione e della solidarietà, quindi oggi la protesta deve essere assolutamente pacifica», afferma rivendicando che «sono più di 50 le realtà che hanno aderito alla chiamata». Così, la




