
di Federico Fubini
La capitale rischia di svuotarsi come nel 2022. Il leader ucraino promette una «reazione a specchio» sulle centrali elettriche
Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli attacchi russi sulle centrali elettriche e sulle infrastrutture del riscaldamento per la popolazione civile stanno rapidamente diventando di nuovo una minaccia concreta. Chiunque può, perché ha una casa di campagna o la possibilità di lavorare a distanza, sta valutando sempre più seriamente di lasciare Kiev per non dover affrontare il gelo negli appartamenti inflitto da Mosca un anno fa.
Nei prossimi mesi la capitale ucraina potrebbe svuotarsi come non era mai successo dai tempi dell’inizio dell’invasione totale all’inizio del 2022, quando milioni di persone cercarono rifugio nel resto d’Europa.
Per Volodymyr Zelensky la prospettiva dell’assedio russo a Kiev attraverso l’arma del freddo è ormai una delle massime priorità politiche. Per questo ieri dal Canada ha lanciato il suo avvertimento più chiaro, fino a questo momento, sulla risposta del suo Paese se la Russia tornerà ancora una volta a distruggere le centrali e le reti elettriche: il leader ucraino ha parlato di reazione — parole sue — «a specchio».
In altri termini, senza entrare troppo in dettagli, Zelensky ha lasciato




