di Irene Soave
Il Paese scandinavo domenica al voto: i Democratici puntano a entrare per la prima volta nel governo. Parola d’ordine: no stranieri
DALLA NOSTRA INVIATA
UDDEVALLA (SVEZIA) – Il menu del sindaco, che ci invita a pranzo, è quasi trumpiano: bistecca, patatine, pane imburrato. Si chiama husmanskost, ed è la cucina casalinga svedese a base di polpette, patate e panna. Qui a Uddevalla, 57 mila abitanti attorno a un fiordo a nord di Göteborg, è una scelta politica.
Martin Pettersson, ex costruttore, tesserato ai Democratici Svedesi dal 2013, a capo della giunta dal 2022, in corsa al voto di domenica per un secondo mandato, dice di aver voluto «risolvere i problemi più urgenti della città». Il reddito medio è di 3 mila euro al mese, i crimini sono sotto la media nazionale (tranne i reati sessuali: 160 nel 2025, quasi tutti tra le mura di casa), il sentiero sulla costa «la passeggiata più bella di Svezia» per una classifica social: di che problemi parlerà? «I menu a scuola. I bambini avanzavano tutto». Sottinteso: i menu vegani e halal. Uddevalla è nota in Svezia come «vetrina» del partito più a destra del Parlamento, gli Sverigedemokraterna, dalle radici




