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Da una parte Diouf, dall’altra gli sprechi sottoporta: Inter, cos’ha insegnato la sfida del Bernabeu

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Andy “il calcio”, come è stato soprannominato dai tifosi nerazzurri, ormai non sembra più solo un esperimento bensì un esterno maturo e determinante. Ma c’è un problema gol: i tre motivi per sorridere e i tre motivi per preoccuparsi dopo il ko col Real

Scriveva Ernest Hemingway, assiduo frequentatore di tutte le fasi di Madrid, che in questa città “si impara a capire”. Gli interisti saranno d’accordo, nel bene e nel male. I motivi per superare il ko e guardare avanti ci sono, ma anche quelli per starsene sul divano preoccupati. La gita al Bernabeu ha insegnato qualcosa.

tre motivi per stare sereni—  

Prima le buone notizie. Il ko per 2-1 contro il Real Madrid – una squadra che appena entri nel nuovo stadio ti sbatte sul viso che ha vinto quindici coppe dei campioni – è arrivato dopo una prova di spessore sul piano della personalità e del gioco. Il primo punto da analizzare. Prima dell’1-0 di Mbappé, figlio del primo dei due errori, i nerazzurri hanno sfiorato due volte il vantaggio e messo paura alla casa Blanca, torchiata sul piano dell’aggressione e anche della qualità del gioco, almeno nei primi 45’. Parola ai numeri: l’Inter ha chiuso

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