di Enrico Marro
Il presidente dell’Inps, Fava: «Si garantirebbero pensioni dignitose». La ministra del Lavoro: «Lo stiamo valutando. Utile per le nuove generazioni»
La proposta di un «libretto previdenziale alla nascita» prende quota. E potrebbe entrare nella manovra 2027. Nascerebbe così un pilastro pensionistico a capitalizzazione, con un contributo iniziale dello Stato per ogni nuovo nato. Il libretto sarebbe alimentato anche da contributi volontari di genitori e parenti e dello stesso titolare una volta che cominci a lavorare. Le somme versate sul libretto verrebbero investite e grazie ai rendimenti cumulati in un lungo periodo (dalla nascita a quando si lascia il lavoro) garantirebbero una rendita significativa da affiancare alla pensione obbligatoria.
Fava propone una Sgr per gestire le risorse
Dopo le interviste al Corriere dello scorso agosto, con le quali i presidenti dell’Inps, Gabriele Fava, e della Covip, Mario Pepe, hanno lanciato la proposta e la ministra del Lavoro, l’ha appoggiata, il tema è stato rilanciato. Fava, intervenendo al convegno della Lega sulla manovra, ha proposto che il contributo iniziale dello Stato per ogni nuovo nato sia di mille euro, per una spesa di 355 milioni. «Per lo Stato – ha detto – è una cifra piccola,




