
di Guido Olimpio
La strategia americana punta a soffocare l’avversario, quella iraniana a moltiplicare i fronti. Gli Houthi aprono una nuova direttrice contro Riad
Stati Uniti e Iran vogliono creare regole di ingaggio ma senza porsi dei limiti. Una tendenza cresciuta nel corso delle ultime settimane e ribadita dagli scontri di queste ore. L’esito è l’escalation.
I target
Le petroliere restano uno degli obiettivi principali. Gli americani cercano di impedire esportazioni e rifornimenti in favore della Repubblica islamica, gli iraniani intendono rimarcare il controllo di Hormuz. E per farlo «sparano» sulle navi cisterna. Ma non solo. I pasdaran hanno provato a colpire con missili le unità navali nemiche e sono riusciti a recuperare un sofisticato drone marittimo statunitense, vittima di un’avaria. Il traffico nello Stretto rimane sempre basso e rischioso. L’altro bersaglio sono le basi Usa nella regione, con la Giordania target principale. I guardiani hanno lanciato una ventina di missili, compresi alcuni con testate a grappolo. Secondo un esperto hanno tirato vettori Kheibarshekan, Ghadr e Emad. Teheran ha inquadrato nel mirino – da tempo – il regno hashemita in quanto ospita velivoli americani e perché spera di accrescere le tensioni interne.
La strategia
Washington punta sullo




