
di Paolo Valentino
Il giornalista: la Cdu non è più capace di integrare la destra
«Con il risultato di domenica in Sassonia-Anhalt è probabilmente finito il vecchio sistema tedesco che vedeva l’Unione cristiano-democratica come partito capace di integrare a destra. In questo senso il voto ha un significato storico». Giovanni di Lorenzo è il direttore del settimanale Die Zeit.
È stata una sorpresa un successo così dirompente?
«La sorpresa è che un partito non solo considerato di estrema destra dai servizi civili, ma che si esprime come tale e ha condotto una campagna elettorale aggressiva, mai vista in Germania, sfiori la maggioranza assoluta. Il risultato non poteva esser peggiore per i partiti del centro e della sinistra».
È stato giusto insistere sulla Brandmauer, il cordone sanitario?
«La Brandmauer non è stata inventata tanto per tenere l’AfD fuori. Serve piuttosto ai cristiano-democratici a proteggere sé stessi, rifiutando la retorica e la prassi di Alternative für Deutschland. Ma non funziona e non è il problema. Anzi penso che se prima delle elezioni la Cdu avesse annunciato la fine dell’opposizione a ogni collaborazione con AfD, avrebbe avuto un risultato ancora peggiore».
Lei parla di significato storico del voto, ma si




