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«Cose nostre»: il coraggio di ricordare il caso Umberto Mormile

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di Aldo Grasso

L’educatore penitenziario fu assassinato l’11 aprile 1990: per il delitto sono stati condannati mandanti ed esecutori appartenenti alla ’ndrangheta

Umberto Mormile è il protagonista della nuova puntata di «Cose Nostre», il programma ideato e condotto da Emilia Brandi.

Mormile era un educatore penitenziario, un uomo che aveva scelto di lavorare dentro il luogo più difficile dello Stato, il carcere. Credeva nella funzione rieducativa della pena e nel rapporto umano con i detenuti. Proprio la sua intransigenza professionale, però, lo avrebbe messo in contrasto con gli interessi della criminalità organizzata.

Si rifiutò di redigere relazioni favorevoli a Domenico Papalia per consentirgli benefici penitenziari, resistendo anche a tentativi di corruzione. Ma intorno al carcere di Opera aleggiava un’ombra più inquietante: i presunti contatti riservati fra esponenti della ’ndrangheta e uomini dei servizi segreti, dei quali Mormile potrebbe essere stato testimone.

La mattina dell’11 aprile 1990, mentre percorreva in auto la strada verso il carcere, fu ucciso a colpi di pistola. Aveva appena 37 anni. Per il delitto sono stati condannati mandanti ed esecutori appartenenti alla ’ndrangheta.

Sullo sfondo, la storia d’amore dell’educatore con Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di carcere in Italia,

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