
di Mauro Pigozzo
Mister Amarone tira una riga: «Disciplinari disegnati per una realtà di trent’anni fa»
«A livello nazionale, due Doc su tre potrebbero esser cancellate senza contraccolpi. Molto meglio per risolvere la crisi del vino investire su generici regionali, ad esempio su un ‘rosso veneto’ o simili». La proposta è di Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, società quotata in Borsa tra i marchi più noti dell’Amarone, e arriva a margine della presentazione di una vendemmia atipica, realizzata in anticipo rispetto alla tradizione, nel pieno di un cambio epocale per il mondo del vino, alle prese con le crisi internazionali che rallentano i consumi.
Le vendemmie anticipate
«In Italia ci sono forse una cinquantina di Doc conosciute all’estero, che escono dai propri territori e hanno superato la sfida del mercato – incalza Boscaini -. Tutte le altre le teniamo in vita, ma creano confusione nei consumatori, magari costretti a pagare di più al supermercato per prodotti che non conoscono».
L’analisi di Boscaini era partita da una delle vendemmie più anticipate di sempre, anche nella sua Valpolicella: «Non ho ricordi di una vendemmia così precoce – dice – già ai primi di agosto per le uve bianche precoci e




