Usa-Canada è scontro sui dazi, la contromossa di Carney
(Di Massimiliano Jattoni Dall’Asén) Un minuto dopo la mezzanotte di martedì 8 settembre, il confine terrestre più lungo del mondo, e uno dei più attraversati, è diventato un po’ più difficile da superare. Il Canada ha fatto scattare i controdazi sulle merci americane annunciati dopo il fallimento dei negoziati con Washington: aliquote del 15, 25 e 50% su centinaia di prodotti, per un valore complessivo di 27,6 miliardi di dollari canadesi, circa 20 miliardi di dollari statunitensi. Latte in polvere, formaggi e profumi, ma anche console per videogiochi, mazze da golf, canne da pesca, elettrodomestici, mobili, vestiti, acciaio e alluminio: la rappresaglia attraversa quasi tutta l’economia reale. È la risposta del primo ministro Mark Carney all’ultima offensiva tariffaria dell’amministrazione Trump e al fallimento delle trattative fra due Paesi che condividono molto più di una frontiera: fabbriche, oleodotti, fornitori e catene produttive costruite in oltre trent’anni di libero scambio. (Qui l’articolo completo)



