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Salvini vedrà i «nordisti». L’idea di togliere Romeo da capo dei senatori mentre Fontana dice: assurdo punire

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di Cesare Zapperi

Intanto la Cgil attacca la Lega sulle pensioni: a 64 anni -10%

L’atteso D-day è arrivato: domani a Roma Matteo Salvini incontra il fronte dei governatori che nelle scorse settimane lo ha invitato a fare un passo di lato, modificando e allargando l’assetto della segreteria della Lega. A margine della due giorni «A tua difesa», organizzata da Claudio Durigon a Roma, il leader si confronterà con Attilio Fontana (presidente della Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Luca Zaia (presidente Consiglio regionale Veneto) e Maurizio Fugatti (Provincia di Trento). 

Non ci sarà invece Massimiliano Romeo, tra i più accesi sostenitori di una svolta: Salvini, con una frase sibillina, ha fatto trapelare l’intenzione di sostituirlo alla guida dei senatori leghisti (con Claudio Borghi o Andrea Paganella, secondo i rumors). L’operazione (parsa come un segnale a chi è uscito allo scoperto portando alla luce lo scontento del Nord) comunque non si realizzerà, ammesso che si concretizzi, prima del raduno di Pontida, fissato al 20 settembre.

Perché l’esito del confronto di domani e le ricadute sull’appuntamento bergamasco avranno un peso decisivo nel futuro immediato della Lega. E solo dopo si potrà capire se e cosa cambierà negli

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