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«Il nostro debutto a Nashville grazie ai classici partenopei»

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di Federica Maccotta

Il duo Americanapoli nella patria del country. «Uniamo realtà diverse»

Nella terra di Elvis e Dolly Parton, ’O sole mio si fa spazio tra i cappelli da cowboy. Il progetto Americanapoli porta a Nashville il napoletano, rileggendo i classici partenopei in chiave country. In una sorta di viaggio inverso rispetto a quando, negli anni 50 e 60, le star Usa hanno adottato pezzi della tradizione napoletana, da It’s Now Or Never di Elvis Presley (da ’O sole mio) a Just Say I Love Her di Dean Martin (Dicitencello vuje). 

«Vorremmo creare un ponte tra queste due realtà musicali, che si sono sempre influenzate a vicenda», spiegano Davide Napoleone e Valerio Piccolo, che il 18 settembre partecipano all’Americanafest 2026 a Nashville, in Tennessee. «Durante le migrazioni gli italiani hanno portato lì la loro musica, che ha successivamente influenzato quella americana, da Elvis a Sinatra. E poi è tornata a Napoli dopo la seconda guerra mondiale, influendo su quello che è arrivato dopo, da Pino Daniele in avanti». 

Entrambi hanno origini napoletane: Napoleone, 33 anni, è autore, produttore e musicista, Piccolo, 59 anni, ha un passato di vite parallele, dalle collaborazioni con Susan Vega

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