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Brescia Pride, Poli: «Un diritto si misura quando costa qualcosa, non quando è comodo»

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di Andrea Poli*

L’assessore alle attività produttive del Comune di Brescia replica all’intervento del capogruppo dei civici di centrodestra Massimiliano Battagliola

La lettera di critica al Pride a firma del consigliere Battagliola ha un merito che va riconosciuto: è argomentata e pacata nei toni. Per questo motivo credo che meriti una risposta nel merito e non di circostanza, poiché sono le premesse del suo ragionamento a non reggere alla verifica della storia e
della realtà fattuale. Cominciamo dalla premessa principale. Si sostiene che il Pride reclami con «proclami esasperati» prerogative «ormai ampiamente acquisite». Mai affermazione potrebbe essere più falsa (non vorrei mai che il generale Vannacci avesse sedotto anche il consigliere Battagliola). 

Infatti, la Rainbow Map 2026 di ILGA-Europe — che misura leggi e politiche pubbliche di 49 Paesi su 76 criteri verificati — colloca l’Italia al 36° posto, con il 24% di tutele riconosciute, contro una media dell’Unione europea
del 52%
. Siamo il quart’ultimo Paese dell’Unione, davanti soltanto a Bulgaria, Polonia e Romania, e a un punto dall’Ungheria. In dieci anni abbiamo perso sedici punti: non siamo fermi, stiamo arretrando.

Nel concreto significa che l’Italia non ha una legge contro i crimini d’odio per

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