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Scamarcio a Venezia in un film sulla disabilità: «Recito con un collega straordinario e diventare padre mi ha cambiato»

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In concorso a Orizzonti, «I figli della scimmia» di Tommaso Landucci mette al centro l’amore e la cura: «Mia figlia Diana mi ha aiutato a essere più sensibile»

Nino Luca, inviato a Venezia / CorriereTv

«I figli della scimmia», in concorso nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, racconta il rapporto tra un padre e il figlio, mettendo al centro l’amore, la cura e le difficoltà delle famiglie che convivono con la disabilità.
Riccardo Scamarcio racconta l’esperienza sul set: «Il mio partner in crime in questo film è Andrea Aggio, che interpreta mio figlio. Ovviamente è la sua prima esperienza al cinema. Si è rivelato veramente un collega, un compagno, un bambino straordinario. Un bambino che ha una forza vitale pazzesca e che, da qualche parte, ci ha contaminati tutti».
Quanto ha influito la sua esperienza personale di padre nella realizzazione del film?
Risponde per primo il regista Tommaso Landucci, che firma la sceneggiatura insieme a Damiano Femfert, già vincitrice del Premio Solinas 2021: «Mia figlia Diana, nata da poco, mi ha aiutato a essere più sensibile in questo film».
Tocca a Scamarcio, padre dal 2020: «L’amore di un genitore nei confronti di un figlio? Per quanto mi riguarda ho scoperto

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