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Putin perde amici nel suo cortile di casa: ecco cosa c’è dietro l’incontro con gli inviati di Trump

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C’è un’immagine che aiuta a capire perché Vladimir Putin abbia ricevuto al Cremlino Jared Kushner e Steve Witkoff, i due emissari di Donald Trump, per un nuovo tentativo di mediazione sulla guerra in Ucraina. Non viene da Washington, né da Bruxelles. Viene da Bishkek, capitale del Kirghizistan, dove Narendra Modi si è rivolto al presidente russo con un linguaggio insolitamente esplicito. È ora, ha detto il premier indiano, di passare da una guerra senza fine alla fine della guerra. Modi ha insistito sulla necessità di una soluzione per il bene dell’umanità. Putin aveva accanto uno dei leader che più lo hanno aiutato a resistere alle sanzioni occidentali.

La guerra tra Ucraina e Russia, in diretta

L’India non è diventata anti-russa. Fra Mosca e New Delhi esiste un rapporto strategico che risale all’Unione Sovietica. La Russia rimane un importante fornitore di armamenti e di energia. Proprio per questo il richiamo di Modi conta. Il leader indiano non appartiene al fronte occidentale che Putin può liquidare come ostile per definizione. Qualcosa di analogo è accaduto con il presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Tokayev ha detto a Putin che molti paesi ormai si chiedono

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