
La penultima giornata dei Gmg è iniziata con una sfilata iniziata a Lecco e arrivata al rinnovato museo.Dove oltre 160 moto raccontano 105 anni di storia in un percorso completamente ridisegnato. Non ci sono più modelli di prima, anzi qualcuno è stato sacrificato, ma ora ogni moto può essere osservata davvero. Tra le novità lo spazio riservato alla leggendaria 500 Otto Cilindri e un caveau che raccoglie i trofei più significativi di una storia sportiva straordinaria
Valerio Boni
6 settembre – 09:51 – MILANO
Sabato 5 settembre 2026 la storia di Moto Guzzi non era chiusa dentro una teca. Correva sulla strada tra Lecco e Mandello, in un lunghissimo serpentone di 1.500 moto (500 più di quelle fissate alla vigilia come limite) aperto dai Corazzieri sulle California e seguito dalle Guzzi di generazioni differenti, dalle più recenti a quelle che sulle spalle portano ormai molti decenni. Con loro anche Marco Bezzecchi, Lorenzo Savadori, Massimo Rivola e Max Biaggi. È stata l’immagine probabilmente più spettacolare delle Giornate Mondiali Moto Guzzi 2026: passato e presente in movimento verso il luogo dove tutto cominciò nel 1921. Una volta superato il




