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Venezia, Robert Pattinson e il reporter che smascherava i pedofili «Usava il male come arma»

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di Chiara Maffioletti

L’attore presenta alla Mostra del Cinema «Primetime» di cui è anche produttore: «Spero che Hansen lo prenda come un complimento»

Erano gli anni Duemila quando il giornalista investigativo Chris Hansen segnava la storia della televisione con un programma, To Catch a Predator, che attraverso un sistema di esche e telecamere nascoste smascherava predatori sessuali di minorenni. Il format prevedeva che degli attori si fingessero dei ragazzini e invitassero a casa uomini con cui prima avevano chattato inequivocabilmente. Solo che la casa era un set e dentro c’era lui, Hansen, interpretato in Primetime, in gara alla Mostra (in sala dal 15 ottobre), da Robert Pattinson. L’attore prosegue l’interessante traiettoria che lo sta allontanando anni luce dall’immagine dell’idolo romantico (ma ieri, a Venezia, la folla urlante e innamorata era quella di sempre) per tornare ad essere un personaggio disturbante, subito dopo l’Odissea di Nolan («C’è stato poco stacco tra i due film: ogni tanto vedevo Antinoo e ci ritrovavo qualcosa di Hansen»). Pattinson, da ragazzino, era tra gli spettatori di quello show: «L’aspetto più interessante è nel confine tra intrattenimento e informazione, fiction e realtà. Allora non me ne rendevo conto, ma Chris ha utilizzato come

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