
di Paolo Mereghetti
Il film, in corsa per il Leone d’oro, cerca con ostinazione di fare spazio all’amore e alla sua realizzazione, nonostante gli ostacoli che sembrano frapporvisi
Esiste l’amore perfetto? L’ultima volta che Nanni Moretti se l’era chiesto era stato quarantadue anni fa, in Bianca. Lì il suo alter ego Michele Apicella era pronto a uccidere per eliminare chi non ne fosse all’altezza.
Con Succederà questa notte, quel tema torna a farsi largo nella filmografia del regista, specie di sogno utopico a lungo inseguito e mai raggiunto. Qui, affidandone la ricerca a Louis Garrel e Jasmine Trinca — di fatto gli «avatar» di Moretti e di Laura Morante (le stesse gonne lunghe e grandi) — il film cerca con ostinazione di fare spazio all’amore e alla sua realizzazione nonostante gli ostacoli che sembrano frapporvisi.
Pur se girata in molte città (Oslo, Roma, San Sebastian) e in un arco temporale di diciassette anni (tre cartelli scandiscono il passare del tempo: sette anni dopo, sette anni dopo, tre anni dopo), la pellicola sembra galleggiare fuori dallo spazio e dal tempo, come si addice a una riflessione che prende spunti da vari momenti della vita ma trova




