
di Marika Giovannini
Il consigliere Paolo Zanella: «I posti sono rimasti 730. La narrazione del pugno duro fa comodo al centrodestra ma i migranti servono ai datori di lavoro»
Paolo Zanella li definisce «tagli-non tagli». Individuando una contraddizione: da una parte la prospettiva — tracciata nell’ambito dell’accordo tra Provincia e ministero per la realizzazione del Cpr cittadino — di un dimezzamento dei posti per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, dall’altra i numeri effettivamente contenuti nei documenti che definiscono il nuovo sistema di accoglienza in Trentino. Che, nota il consigliere provinciale del Pd in una interrogazione depositata in queste ore, non si discostano da quelli passati. «Alla fine — sottolinea Zanella — fortunatamente i posti non vengono tagliati». Visto che il totale, inserito nei progetti, fissa sempre la soglia a 730 persone.
Il riferimento del dem è la determina firmata dal dirigente provinciale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione Luca Comper a metà luglio (irreperibile sul sito della Provincia), che riguarda proprio l’«avvio della coprogettazione per la definizione e realizzazione di un nuovo sistema di accoglienza per richiedenti protezione internazionale e protezione temporanea e vittime di tratta presenti sul territorio della provincia di Trento». «Ciò che immediatamente salta




