
di Luca Angelini
Dalle spiagge bianche ai microchip per i missili: così le isole da sogno sono diventate un porto sicuro per le merci sanzionate in Russia.
«Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo», dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Ma per «alzare la pressione», sarà necessario per prima cosa cercare di tappare i buchi attraverso i quali la Russia quella pressione riesce a farla evaporare.
L’ultimo esempio arriva oggi da un’esclusiva del Wall Street Journal: le Maldive sono diventate un hub per permettere a Mosca di dirottare in Russia merci «embargate» causa sanzioni post invasione dell’Ucraina. «La quantità di merci che transitano attraverso le Maldive è relativamente esigua se confrontata con i principali canali utilizzati dalla Russia per eludere le sanzioni, tra cui Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, che insieme rappresentano circa 15 miliardi di dollari di importazioni russe soggette a restrizioni ogni anno – precisa il quotidiano americano -. Tuttavia, il flusso di merci attraverso le Maldive, finora inedito, dimostra quanto siano estesi gli sforzi della Russia per contrastare le restrizioni occidentali, trasformando persino angoli remoti e inaspettati del globo in




