di Leonard Berberi
La decisione della low cost sui collegamenti tra novembre e marzo nonostante un agosto da record di passeggeri. Il jet fuel costa l’80% in più
Ryanair ha registrato ad agosto un altro record di passeggeri trasportati, ma il cherosene a valori elevati spinge la principale compagnia europea ultra low cost a ridurre la sua programmazione invernale di circa 10 mila voli rispetto a quanto previsto e a lanciare l’allarme: la situazione attuale potrebbe portare pure a un’impennata dei prezzi dei biglietti aerei. Nel mirino dei tagli dei collegamenti — e delle frequenze — ci sono diverse tratte che coinvolgono gli aeroporti italiani.
Ryanair ha dichiarato di aver trasportato 22,2 milioni di passeggeri il mese passato, in aumento del 6% rispetto ai 21 milioni di un anno prima. Il tasso di riempimento degli aerei è rimasto invariato, al 96%. Ryanair ha dichiarato di aver operato oltre 120.500 voli sempre ad agosto, anche se «più di 400» sono stati cancellati a causa delle eruzioni dell’Etna che hanno portato alla chiusura dell’aeroporto di Catania per alcuni giorni.
Ma il vettore irlandese, nella nota sui dati di traffico, annuncia di aver tagliato l’obiettivo di traffico per




