di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Uber elimina il 10% dell’organico, riduce del 20% i manager e limita il lavoro da remoto. Solo l’1% dei dipendenti potrà lavorare da casa
Uber prepara il taglio più ampio dal 2020: circa 3.300 posti di lavoro, pari al 10% dell’organico mondiale. La ristrutturazione, anticipata in da Bloomberg, punta a ridurre i livelli gerarchici accumulati negli anni della crescita e a spostare risorse verso le attività considerate decisive per il futuro: il trasporto di passeggeri, le consegne e soprattutto i robotaxi.
Ad annunciare la svolta ai dipendenti è stato l’amministratore delegato Dara Khosrowshahi, con una lunga email interna. Negli ultimi cinque anni e più, ha spiegato, i ricavi di Uber sono quasi triplicati e la società ha aperto nuovi mercati e servizi. Ma l’espansione ha portato con sé anche «più livelli, più coordinamento, una responsabilità più frammentata» e strutture che potevano funzionare quando le singole attività erano ancora piccole, ma che non sarebbero più adatte alle dimensioni raggiunte dal gruppo.
Meno manager e micro-team
La cura scelta da Khosrowshahi è una drastica semplificazione dell’organigramma. Il numero dei manager verrà ridotto del 20%, anche se non tutti saranno licenziati: una parte tornerà




