
di Sivia M. C. Senette
Pesano la carenza di personale delle imprese e i pochi posti letto a disposizione di espositori e visitatori
Oltre un milione di strette di mano all’anno agli stand e nove imprese provinciali su dieci pronte a promuovere l’operato del polo: Fiera Bolzano si conferma il motore economico e relazionale dell’intero Alto Adige, ma a frenarne l’ulteriore spinta d’espansione non sono i costi, bensì la drammatica carenza di personale nelle aziende locali e la saturazione dei posti letto disponibili in città. È questa l’istantanea emersa dai primi risultati dello studio indipendente condotto dall’Istituto di ricerca economica (Ire) della Camera di Commercio su un campione di 1.779 imprese territoriali. L’indagine dimostra come la partecipazione fieristica garantisca alle aziende una crescita del fatturato superiore al 50%, alimentando un bacino medio di 151 mila visitatori e 2.300 aziende espositrici capaci di generare un’attrazione sovraregionale d’eccellenza.
Il «peso» della Fiera
Nel confronto diretto con il sistema fieristico nazionale tratteggiato dall’Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere italiane), una macchina capace di muovere 22,5 miliardi di euro di giro d’affari e di pesare per lo 0,7% sul Pil italiano, il polo altoatesino stacca nettamente le medie del Paese sul fronte dell’internazionalizzazione: «Se in




